L'idrocolonterapia è lo sviluppo più recente e un pò più tecnologico e scientifico degli antiquati "clisteri".
Essendo una versione più raffinata, e rispettosa del corpo, non è traumatizzante ed è più efficace. E per di più elimina subito, per mezzo di un condotto, l'acqua di lavaggio, liberando il paziente dall'attesa. E allo stesso tempo una tecnica curativa e diagnostica, dato che consente un collegamento in monitoraggio, in conformità ad un buon know how come si dice oggi, tra i disturbi di molte persone, e il cattivo funzionamento dell'intestino. Una tecnica che ha sostituito le tradizionali irrigazioni massicce e alla cieca del passato con un vero e proprio ciclo di lavaggi, meno traumatizzanti ma più profondi.
L'antico clistere, finalmente, è diventato innocuo e completo, curativo e rilassante al tempo stesso.
Col lavaggio della parte dell'intestino che dall'ampolla rettale risaleal cieco, dove cioè si depositano le scorie e in conseguenza si possono verificare i problemi, s'interrompono i meccanismi responsabili dell'intossicazione, mentre la ricostituzione immediata di una flora batterica benefica e simbionte, cioè eubiotica (dai termini greci eu, bene, e bio, vita), ripristina condizioni di normalità ambientale. Lo scopo è sempre quello di far vivere una vita diversa all'intestino e al suo contenuto.
Fatto sta che il moderno trattamento idrico del colon restituisce vita normale al colon e all'intero sistema digerente, e soprattutto dà salute e serenità alla persona. Nel metterlo in pratica occorre professionalità, naturalmente, sia per sfruttarne le opportunità sia per evitarne i possibili inconvenienti. Proprio come con ogni altra cura efficace.
Il quadro attuale dell'idrocolonterapia è frutto di sviluppi abbastanza recenti.
Alla fine dell'Ottocento, in particolare in Germania era molto utilizzata la Suba quale hinenbad - letteralmente "bagno interno in immersione"- e all'inizio del Novecento il dottor Broscli aveva ideato e sviluppato l'Enterocleaner, il precursore degli apparecchi odierni d'idrocolonterapia. Uno sviluppo ulteriore e decisivo della tecnica si deve in ogni modo a due studiosi d'igiene statunitensi, James W Wiltsie e Joseph E.G. Waddington.
Furono loro a richiamare l'attenzione sul collegamento stretto tra cattiva salute dell'intestino e della persona.
"Spesso - scrissero questi primi teorici moderni- il funzionamento anormale dell'intestino è il precursore delle cattive condizioni generali e, soprattutto, di malattie croniche. E così - aggiunsero - ritornare a una funzione intestinale normale è spesso il passaggio indispensabile per tornare a uno stato di salute". Del resto l'affidabilità della versione attuale della tecnica è stata confermata da più di 50 anni di pratica e di ricerche in diversi paesi del mondo e specialmente negli Stati Uniti, dove Snyder e Waddington, con un'esperienza di più di 16 mila irrigazioni intestinali senza alcun inconveniente, sono in grado di affermare la totale innocuità di questa pratica terapeutica.
Le indagini cliniche più recenti, col supporto d'indagini chimiche e batteriologiche, hanno indicato che l'idrocolonterapia è straordinariamente utile in diverse patologie oggi molto diffuse e tra l'altro molto comuni. Questo metodo agisce in modi diversi. Molto più efficace di un semplice lavaggio, pulisce interamente il colon, dal retto al cieco, permettendo la mobilitazione delle materie fecali incrostate nelle villosità intestinali, anche da parecchi anni che a causa del prolungato ristagno, assumono una consistenza simile a quella della gomma di un pneumatico. Solo l'irrigazione prolungata e ripetuta può permettere il loro ammorbidimento in profondità e la conseguente eliminazione delle stesse che spesso risultano focolai di intossicazione e d'infiammazioni. Il risultato finale è che si possono ottenere benefici notevoli e non di rado la scomparsa completa di molti disturbi.

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