Esecuzione

LE QUATTRO FASI

Anche se a sentirne parlare la prima volta si ha l'impressione che sia una specie di lavaggio del colon, l'idrocolonterapia (Hydroco/on Therapy o HCT in letteratura scientifica) non è solo questo., Come ogni terapia com­pleta e soddisfacente, il momento curativo in senso stretto l'idrocolon vero e pro­prio, è l'epilogo di un tragitto curativo.

All'inizio prevediamo un incontro informale, indispensa­bile per conoscersi e creare un clima disteso, poi una raccolta accurata d'informazioni generali su eventuali malattie o su disturbi riferibili al colon in particolare, infine visita medica, che sta diven­tando sempre più un di più, un omissis nella pratica medica, tradizionale e alternativa. Solo a questo punto si passa all'idrocolon vero e pro­prio. Infine, si possono prescrivere norme diete­tiche, farmaci riequilibratori della flora intesti­nale o prodotti naturali che stimolano il corretto funzionamento del colon., nella prima fase diagnostica, si raccolgono informazioni d'ordine generale, per esempio su abitudini alimentari e condizioni di lavoro, e particolare su eventuali malattie presenti o passate Eseguiamo anche un esame obiettivo, allo scopo di raccogliere informazioni utili a identificare i disturbi attuali e a pro­grammare tempi e modi del lavaggio intestinale. In questa fase si esegue anche un'ecografia dell'addome per controllare le condizioni del colon, per esempio il grado di distensione gassosa.


Nella seconda
fase preparatoria, si cerca di modificare la consistenza del contenuto intestinale per facilitare lo svuotamento del colon e fornia­mo un apporto di agenti batterici fisiologici per un riequi­librio immediato della flora intestinale dopo il lavaggio. Inoltre, correg­giamo eventuali condizioni come le emorroidi che potrebbero ostaco­lare l'attuazione del lavaggio.


La terza fase
di lavaggio rappresenta il momento centrale della procedura e punta a svuotare il colon allo scopo di eliminate tossine e flora batterica disbiotica in modo da favorire una ricolonizzazione eubiotica. A seconda dei casi si possono prevedere una o più sedute.


La quarta fase
di post trattamento include le pratiche accessorie necessarie per ottimizzare gli effetti del lavaggio intestinale come, per esempio, la somministrazione elementi curativi d'origine naturale o vegetale.


Nell'insieme, i risultati sono tanto più benefici quanto più sarà stata attenta e scrupolosa la selezione delle persone da trattare. I sintomi più evi­denti del buono stato di salute che l'idroterapia induce sono rappresentati, per esempio, da una sensazione di leggerezza e distensione addominale, ri­sultante dall'eliminazione di tossine, muco, gas di putrefazione e di parti­celle alimentari non digerite.
La sensazione di benessere è dovuta preva­lentemente al massaggio addominale dell'acqua calda e dalla disincrosta­zione della mucosa intestinale. L'utilizzo dì acqua relativamente fredda, permette di risolvere spasmi e stati infiammatori del colon, stimola la pe­ristalsi intestinale, risultando indispensabile nel trattamento dell'intestino atonico e quindi della stipsi.

L'idroterapia del colon è consigliata anche nella fase preparatoria di un intervento chirurgico all’addome e in partico­lare all'intestino al fine di migliorare il campo operatorio, permette un re­cupero più rapido del transito intestinale normale dopo l'anestesia totale e diminuisce i rischi di complicazioni postoperatorie dovute alla presenza di batteri nei punti di sutura. Inoltre, per effetto della pulizia profonda e della stimolazione degli emuntori intestinali, è benefica in caso di colite e diver­ticolite. In alcuni paesi europei la sua applicazione è obbligatoria nel programma di rieducazione intestinale nei paraple­gici. La sua azione è interessante anche in con­dizioni particolari come negli anziani, grazie a una rilevante azione disintossicante e rinvigo­rente, o in gravidanza sino quarto mese e dopo il parto. Infine, un lavaggio periodico ai cambi di stagione o due volte l'anno è indicato a scopo preventivo per mantenere al meglio una funzionalità intestinale.


In sintesi, l'idrocolon ha un ruolo inipor­tante su due versanti. Migliora lo stato generale di salute e il funzionamento del tubo digerente. ma nel caso concorre, spesso in modo risolutivo. alla guarigione di vari disturbi e malattie del co­lon, per le quali funziona anche come utile stru­mento di diagnosi.





Come si fa un'idrocolonterapia

La fase diagnostica prevede una valutazione della persona, in generale, ma con particolare enfasi sulla funzionalità ed eventuali disturbi del sistema gastrointestinale e del colon. Per questo occorre cercare ogni informazione utile sulla motilità, per esempio:

· dolori, nel caso identificandone tipologia e andamento temporale;

· regolarità dell'alvo,

· irregolarità eventuali delle feci, per esem­pio alterazioni del colore o presenza di sangue meteorismo e flatulenza, allo scopo di va­lutarne l'entità, le cronovariazioni e il collegamento con certi alimenti.

Una fase preparatoria dell'intestino e del suo contenuto e' utile allo scopo di rendere me­no disagevole possibile l'idrocolon.
La condizio­ni di partenza ideale è la presenza di feci polta­cee o semiliquide perché questo rende più facile il loro passaggio nella cannula dopo ogni immis­sione di acqua. Nelle persone con forte meteo­rismo e una flatulenza di tipo putrefattivo si può ricorrere prima del trattamento a una polvere di perossido di magnesio sciolta in acqua, una o due volte al giorno perché il composto libera ossigeno nell'intestino e rallenta la proliferazio­ne dei nucrobi putrefativi.

L'idrocolon si esegue in una stanza apposita con la persona distesa, coperta con un lenzuolo, su un lettino accanto all'apparecchiatura.

E’indispensabile lo svuotamento preliminare della vescica. Dopo il controllo preliminare della tem­peratura dell'acqua che, miscelata, non deve su­perare i 38 gradi centigradi, s'introduce la can­nula provvista di mandrino nel canale anale per circa cinque-sei centimetri, manovra che va eseguita con estrema delicatezza e con lo strumento sterile e lubrificato in modo idoneo, allo scopo di evitare contratture di difesa. Eseguita la manovra, si utilizza un sistema di ancoraggio meccanico della specola, che in tal modo non può uscire dal canale anale.

Durante il lavaggio la persona è supina, con le ginocchia piegate in modo da evidenziare la zona di entrata della cannula che, liberata dal man­drino otturatore, viene collegata al tubo grande di scarico. Il tubo piccolo per l'entrata di acqua deve essere preventivamente collegato alla stessa can­nula.

A questo punto si apre la valvola di scarico per permettere la fuoriu­scita dell'acqua e del materiale fecale dal retto. All'inizio fuoriesce soprat­tutto gas, in quantità variabile e, comunque, nelle persone con l'intestino più teso dopo questo momento iniziale si può già registrare una sensazio­ne di liberazione e benessere. La manovra di riempimento del tubo dige­rente e di successivo svuotamento del materiale fecale disciolto si ripete un numero adeguato si volte, in pratica sino a quando l'acqua non fuorie­sce del tutto pulita.

In generale, se la fase preparatoria di ammorbidimento delle feci è stata fatta opportunamente, quella successiva degli svuotamenti ripetuti non presenta difficoltà o problemi. L'intestino irritabile soggetto a reazioni spastiche reagisce in modo anomalo alla distensione, in particolare con svuotamenti meno efficaci, cosicchè le immissioni di liquido devono essere ripetute un numero mag­giore di volte..

Dopo il trattamento, il soggetto gradisce una pausa rilassante, utile anche escludere la comparsa di stimoli evacuativi, un'eventualità rara ma da prevedere.
Il lavaggio del colon si può eseguire in qualsiasi ora della giornata, non richiede il digiuno e, anzi, è facilitato dall'as­sunzione - un'ora prima - di una certa quantità di cibo. Nelle donne è opportuno evitare il trattamento durante i giorni del ciclo perché il quadro ormonale rende meno attiva la musco­latura del colon.

COMPLICAZIONI POSSIBILI

Durante l'esame si possono verificare degli inconvenienti. Sono di lieve entità e tutti risol­vibili con facilità, per cui, più che di vere e pro­prie complicazioni, si tratta d'inconvenienti. Ab­biamo selezionato tre dei relativamente più co­muni. Può succedere che durante la procedura, la persona avverta il bisogno di defecare non­ostante il fatto che il medico non noti nulla di anormale e che l'esame stia procedendo corret­tamente. Il disturbo - detto tenesmo - può ave­re cause diverse. La prima è che sia stata messa in movimento, dislocata, una notevole quantità di feci prossime ad essere eliminate. La seconda causa può essere che l'ampolla rettale sia stata dilatata in modo eccessivo dall'acqua. La terza è che la cannula usata nell'esame può avere irri­tato il canale anale stimolando con ciò il rifles­so defecatorio. In tutti è casi, basta bloccare un attimo l'ingresso di acqua dalla macchina, cercando di rassicurare la perso­na e aspettando che il disagio passi. In genere, sono sufficienti uno-due minuti di riposo per poter riprendere l'esame.

Il secondo inconveniente è che la persona avverta nausea e rigurgito di aria. A provocarli è il fatto che la distensione dell'intestino può Spingere l'organo contro lo stomaco ed è questa compressione a generare la sensa­zione soggettiva sgradevole. Per risolvere il problema, in genere basta con­sigliare alla persona di tirarsi un po' su col tronco, allo scopo di attenuare questa pressione. Se il fenomeno si ripete nel corso dell'esame può essere utile abbreviare la fase di riempimento del colon, ovverosia, la quantità di acqua che entra ogni volta distendendo l'organo.

Trattandosi di un intervento del tutto fisiologico che, se è effettuato correttamente, è addirittura più delicato del clistere tradizionale, poche so­no le sue controindicazioni. Tra queste sono da menzionare, in particolare. le malattie serie del fegato (mentre ne traggono vantaggio le forme leggere di sofferenza), le cardiopatie gravi, l'ipertensione elevata e la gravidanza nei suoi ultimi periodi. Nei primi mesi, al contrario, se l'idrocolon è effettuato con delicatezza, crea le premesse per un miglior andamento della gestazio­ne.
Una controindicazione assoluta al trattamento è rappresentata anche da neoplasie maligne sanguinanti del colon e di coliti ulcerose sanguinanti, di diverticoli sanguinanti e infiammati. Inoltre, il lavaggio intestinale e sconsi­gliabile nei postumi recenti di interventi chirurgici intestinali. Più che una controindicazione assoluta al trattamento, pongono delle difficoltà emorroi­di, ragadi anali e prolassi della mucosa rettale.

ECOGRAFIA E RISULTATI

Durante il trattamento si possono sfruttare al meglio le possibilità diagnostiche dell'ecografia. L'intestino tenue di solito contiene aria e per questo motivo, nella maggioranza dei casi, non è facilmente studiabile con l'ecografia a causa dell'ombra acustica provocata dalla stessa. Al con­trario, il colon può essere studiato con cura e facilmente attraverso la pulizia intestinale che elimina i residui fecali che potrebbero mascherare lesioni di piccole di­mensioni, o creare artefatti mimando dei poli­pi. Durante la seduta d'idrocolon questi pro­blemi sono superati dalla pulizia delle pareti e dall'immissione dell'acqua, utile come mezzo di contrasto.

L'immagine globale del colon si ottiene con una sonda da 3,5 MHz, mentre la valutazione in dettaglio è eseguita con sonde da 5 e 7,5 MHz. Il trasduttore è posizionato sull'addome e man­tenuto nella stessa posizione, abbastanza a lungo per poter valutare la peristalsi intestinale che du­rante l'esame modifica spesso la morfologia delle anse normali.

Tra gli elementi utili per la diagnosi ecogra­fica occorre sottolineare:

· ispessimento della parete intestinale focale

· diffuso (in genere spessa meno di tre mm.>,

· presenza di anse rigide, non deformabili alla pressione con la sonda,

· presenza di ascessi per malattie infiamma­torie,

· dilatazione del lume,

· assenza di peristalsi,

· coproliti,

· massa o aspetto a bersaglio",

· infiltrazione parietale ed extraluminale.

In particolare, per quanto riguarda le singole condizioni morbose, è bene tenere presente che in caso di malattie infiammatorie intestinali, si osserva un ispessimento della parete intestinale, focale o diffuso, anse rigide e presenza di ascessi; mentre nel carcinoma del colon si osserva una massa con aspetto a bersaglio, un ispessimento focale della parete intestinale, un'infiltrazione della parete extraluminale.